martedì 22 aprile 2008

Il y a trois mois

"Troppo stanco per dormire, come Pellico mi metto a scrivere
memorie su memorie per reprimere

la voglia insoddisfabile di pormi dubbi irrisolvibili circondato da un deserto di inquietudini,
le
conoscenze non le riconosco, su alcuni cresce il muschio di qualcuno rimane solo il teschio, certi amici non li vedo più non li sento nemmeno,
pensando a loro mi ricordo invano,
ricordi talmente
sparsi che non possono più collegarsi, presto o tardi andranno persi
nella banalità di chiacchiere,
dentro la complicità di foto e lettere,
mai promettere se non sei in grado di mantenere,
guarda caso più scrivo più temo di non averlo del tutto compreso,
timoroso di voltarmi per
guardarvi e riconoscervi, vivo nel presente."

Bassi Maestro

Mamma mia, che incipit! Una canzone del 1997, che mi fa ancora adesso impazzire, ha un testo talmente bello...
Qua mi tocca scrivere, se no il mio orto chi diavolo lo coltiva (cit.)? Finora non ho scritto perchè il deserto di inquietudini è ancora grande, alti e bassi che si susseguono. Di certo la nebbia si è diradata, ma non del tutto. Certo è che tre mesi sono tanti, ma anche pochissimi. Certo è che ora è diverso. Come dice Bassi, già dopo tre fottuti mesi la scrematura tra gli amici e i conoscenti c'è stata, capisci davvero chi vedevi per abitudine e chi invece per voglia, e quelli per voglia li senti ancora, nonostante la distanza, nonostante gli impegni, nonostante i cambiamenti. E questo è bene, cavolo se è bene!
Tre mesi e si possono tirare le prime conclusioni parziali, di una esperienza, di una sfida, che presenta, sotto una coltre di inquietudini (ancora! fucking ripetizioni!) , tante possibilità di crescita, di miglioramento, di apertura verso l'esterno. E allora ci si ricorda come si fa a socializzare dal nulla, come è bello non dover rappresentare il solito personaggio cazzone, e scoprire che alla fine forse non hai mai indossato nessuna maschera, quando una persona che conosci da una settimana ti dice: "Tu es
raleur! (Tu sei polemico!)". Figata... FIGATA! Ecco, che bello sapere che si è se stessi, sempre.
E poi capitano cose che non ti aspetti. Avoriaz, qualche capodanno fa: io e Ricky, soli, in fondo ad una valle, neve che scompare e merde di vacca che sembra primavera all'alpeggio. Seggiovia chiusa, timore e poi risate. Avoriaz, 3 giorni fa, stessa scena con altra gente, e io che rido come un pirla da solo, incredibile, e non spiegabile. Insomma, si cambia, ma si scopre che si ha una personalità ben definita. Questa è una conquista, non facile.
Avanti tutta, le sorprese non finiscono, e c'è ancora tanto da imparare e da scoprire, ma il momento di guardarmi indietro e riderci sopra non è ancora arrivato, non ancora...

1 commento:

gu ha detto...

minchia jo
ho letto solo ora il tuo nuovo profilo personale.. .
grandioso
e ti informo che oggi sono un'arma di morte

ciao gu