domenica 28 marzo 2010
...
Sto qua davanti a questo pc a scrivere. Alle cinque di mattina. Con la mia ragazza a 300 chilometri di distanza. Fa strano... Non so bene cosa scrivere ma avevo davvero bisogno di mettermi a ordinare i miei pensieri da qualche parte, e dove meglio che qua? Flusso di coscienza avevamo detto. Niente di piu' facile in un momento come questo. I pensieri scivolano via veloci, un momento ci sono e subito dopo scompaiono. Di certo qua il pensiero è libero. Cosa importante. Il problema principale ora come ora è il rimandare: esatto, la sola cosa che mi inquieta è l'impossibilità di fare le cose che voglio nel momento in cui voglio farle. Paura. Siamo costretti a rimandare, ma cosa significa? Significa che siamo costretti a seguire certi tempi, ma chi ci dice che dobbiamo fare per forza le cose ad un determinato momento? Siamo obbligati da cosa? Non lo so. Per ora preferisco non pensarci. Pensieri contrastanti, perdite di memoria, odio e schifo per l'assuefazione ai costumi comuni. Voglia di partire, voglia di restare, non siamo mai contenti. La barra che pulsa ti mette fretta a scrivere, pure lei. Senza pietà. Sempre pressati da qualcosa, forse bisognerebbe solo fermarsi e guardare dall'esterno. Capire quanto siamo scemi. Vado a dormire con una domanda in testa: cosa voglio veramente? Lo scopriro' mai? Sembra di no per ora.
martedì 2 marzo 2010
Due fottutissimi anni dopo
YEAHHH!


Torno a scrivere sul fottutissimo blog dopo quasi due fottutissimi anni! Assurdo, me ne sono ricordato ora, ho riletto tutto d'un fiato i precedenti post, ho visto le foto, ho riassaporato vecchi momenti e ho capito di non saper piu' parlare italiano. Al contrario, non parlo nemmeno francese e inglese, ma una fottuta lingua mixte che sembra esperanto. Cazzo! Siamo nel 2010! E io sono arrivato qua nella ridente sfizzera nel 2008... Due anni, due fottutussimi anni... Ancora non ci credo. Cosa è successo in questi due anni che sembrano a volte due mesi a volte due secoli? Tutto e niente. O forse troppo e troppo poco è piu' corretto. Io? Sono cambiato, questo è sicuro. In meglio? No, non c'è meglio o peggio, c'è "diverso". Non sono piu' lo stesso che ero prima di partire. Mi manca casa? A volte. A volte mi manca quella sensazione di... Casa. Come spiegarlo? Non lo spieghi, chi è via da casa sa, punto e stop. C'è una frase che mi son sempre portato nel cuore:
"La vita ti riserva sorprese che non puoi nemmeno immaginare, nel bene e nel male".
Mai frase è stata piu' veritiera di questa. Nei due fottutissimi anni la vita mi ha riservato davvero soprese inimmaginabili prima. Ho fatto cose che mai avrei pensato di fare, ho frequentato gente incredibile, ho visto posti assurdi, ho visto scene assurde, ho fatto una valanga di minchiate, ho fatto qualcosa di bello, ho conosciuto degli svizzeri, ho conosciuto la passione, ho visto l'indifferenza, l'odio, la pazzia, la vera integrazione, le assurdità dell'uomo, ho provato la vera gioia, il dolore e la disperazione, l'amore, forse, sono stato catapultato in situazioni a me sconosciute, ne sono uscito o ne sono rimasto dentro. Ho vissuto la solitudine e anche quella sensazione che provi poche volte nella vita, quando ti senti il re del mondo, quando non ti manca niente, quando dici: "ok, ora posso anche crepare o andarmene affanculo, dopo questo sono soddisfatto".
Ci sono tanti di quegli eventi che potrei raccontare, ma ora come ora me ne viene in mente uno, che mi resterà sempre in testa: una settimana a Grenoble per misurare in un fottuto sincrotrone dei fottuti campioni bombardati da raggi X, turni da 10/16 ore, io che lavoro e poi, invece di andare a dormire, torno a Ginevra in macchina la sera, festa di addio (miss you), poi bar con sconosciuti, poi after con altri sconosciuti e qualcuno di speciale, poi alle sette di mattina via in macchina, due redbull, alle nove sono al sincrotrone per fare il mio turno. Lavoro, turno di notte, la mattina di nuovo a Ginevra, partita di calcio, serata e ritorno a Grenoble. Queste cose accadono una volta nella vita.
Sta finendo il rigidissimo inverno svizzero, si rivede il sole, inizia la rigidissima primavera svizzera. Ci saranno sorprese? Ne sono sicuro. Ne sono convinto. Rileggo ancora una volta i post, rido e mi commuovo ancora una volta e poi torno nel mondo reale, quello fatto di cazzate travestite da problemi irrisolvibili, quei problemi che non finiranno mai, ma che rendono tutto piu' vivo.


Torno a scrivere sul fottutissimo blog dopo quasi due fottutissimi anni! Assurdo, me ne sono ricordato ora, ho riletto tutto d'un fiato i precedenti post, ho visto le foto, ho riassaporato vecchi momenti e ho capito di non saper piu' parlare italiano. Al contrario, non parlo nemmeno francese e inglese, ma una fottuta lingua mixte che sembra esperanto. Cazzo! Siamo nel 2010! E io sono arrivato qua nella ridente sfizzera nel 2008... Due anni, due fottutussimi anni... Ancora non ci credo. Cosa è successo in questi due anni che sembrano a volte due mesi a volte due secoli? Tutto e niente. O forse troppo e troppo poco è piu' corretto. Io? Sono cambiato, questo è sicuro. In meglio? No, non c'è meglio o peggio, c'è "diverso". Non sono piu' lo stesso che ero prima di partire. Mi manca casa? A volte. A volte mi manca quella sensazione di... Casa. Come spiegarlo? Non lo spieghi, chi è via da casa sa, punto e stop. C'è una frase che mi son sempre portato nel cuore:
"La vita ti riserva sorprese che non puoi nemmeno immaginare, nel bene e nel male".
Mai frase è stata piu' veritiera di questa. Nei due fottutissimi anni la vita mi ha riservato davvero soprese inimmaginabili prima. Ho fatto cose che mai avrei pensato di fare, ho frequentato gente incredibile, ho visto posti assurdi, ho visto scene assurde, ho fatto una valanga di minchiate, ho fatto qualcosa di bello, ho conosciuto degli svizzeri, ho conosciuto la passione, ho visto l'indifferenza, l'odio, la pazzia, la vera integrazione, le assurdità dell'uomo, ho provato la vera gioia, il dolore e la disperazione, l'amore, forse, sono stato catapultato in situazioni a me sconosciute, ne sono uscito o ne sono rimasto dentro. Ho vissuto la solitudine e anche quella sensazione che provi poche volte nella vita, quando ti senti il re del mondo, quando non ti manca niente, quando dici: "ok, ora posso anche crepare o andarmene affanculo, dopo questo sono soddisfatto".
Ci sono tanti di quegli eventi che potrei raccontare, ma ora come ora me ne viene in mente uno, che mi resterà sempre in testa: una settimana a Grenoble per misurare in un fottuto sincrotrone dei fottuti campioni bombardati da raggi X, turni da 10/16 ore, io che lavoro e poi, invece di andare a dormire, torno a Ginevra in macchina la sera, festa di addio (miss you), poi bar con sconosciuti, poi after con altri sconosciuti e qualcuno di speciale, poi alle sette di mattina via in macchina, due redbull, alle nove sono al sincrotrone per fare il mio turno. Lavoro, turno di notte, la mattina di nuovo a Ginevra, partita di calcio, serata e ritorno a Grenoble. Queste cose accadono una volta nella vita.
Sta finendo il rigidissimo inverno svizzero, si rivede il sole, inizia la rigidissima primavera svizzera. Ci saranno sorprese? Ne sono sicuro. Ne sono convinto. Rileggo ancora una volta i post, rido e mi commuovo ancora una volta e poi torno nel mondo reale, quello fatto di cazzate travestite da problemi irrisolvibili, quei problemi che non finiranno mai, ma che rendono tutto piu' vivo.
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